Il Franchisor superficiale e dal know-how inconsistente

Il fatto: l’affiliato è scontento de servizio del franchisor

Un affiliato sottoscrive un contratto per aprire un’attività franchising, settore food. Tuttavia, nonostante le allettanti premesse e le assicurazioni riportato sul contratto, l’affiliato aveva riscontrato sin da subito un problema di non poco conto, invalidante dal punto di vista della corretta gestione del business. L’affiliato, infatti, non aveva ricevuto un percorso di formazione adeguato, né tanto meno un’assistenza degna di questo nome, nonostante da contratto franchising sottoscritto fosse garantito tutto questo. Ergo, l’affiliato si rivolge a noi per una consulenza in merito a come recedere dal contratto e ottenere un rimborso dell’investimento che a questo punto rischia di perdere.

Problema: la formazione come può definirsi inadeguata

La questione è capire se effettivamente sussistono i presupposti per poter uscire in qualche modo da questo impiccio. Di fatto da parte del franchisor era stata svolta un certo di tipo di addestramento così come l’attività di assistenza seppure blanda era stata fornita. Allora, quando può definirsi la formazione del franchisor idonea e quando invece la sua inconsistenza è tale da determinare un inadempimento contrattuale? Quali sono le prove necessarie per far pendere la bilancia dall’una o dall’altra parte?
Magari potrebbe essere solo una percezione dell’affiliato quella relativa alla scarsa assistenza piuttosto che una sua incapacità a mettere pratica quanto appreso nella fase di addestramento.

Soluzione: analisi del contratto, del manuale operativo e dei fatti

La prima cosa fatta è stata quella di raccogliere tutta la documentazione inerente all’affiliazione: contratto, manuale operativo, anche gli scambi di mail tra le parti; così è partita l’analisi.

Alla luce dell’analisi sulla documentazione, ci siamo accorti, quindi, che:

  • A. Sebbene fosse scritta nel contratto, la formazione era stata erogata senza un preciso programma e in un paio di giorni. Circostanza inverosimile per un format di ristorazione. Il franchisor, così facendo e rimanendo nel generico, ha fornito all’affiliato un appiglio legale solido su cui basare tutta la contestazione sull’inadempimento contrattuale. Si tratta, in questo caso, di una mancanza che potremmo definire macroscopica. La formazione non era stata di fatto erogata perché non risultavano verbali, fogli presenza, piano didattico e di addestramento nemmeno mail o messaggi con comunicazioni di giorni e orari.
  • B. L’analisi sulla consistenza del know how trasferito (o cercato di trasferire) tramite il materiale scritto inviato dal Franchisor aveva evidenziato tutte le sue criticità. Questo perché il manuale operativo fornito all’affiliato era risultato essere incompleto in diversi punti e, sebbene recate ricettario e food cost, questi erano riportati in modo grossolano e non esaustivo. Tale evidenza scritta si rese un ulteriore appiglio legale per l’inconsistenza del know how che, a conti fatti, non era stato trasferito, non solo nella formazione assente, ma anche nella manualistica tale da decretare l’esistenza di un know-how, ovverosia quel capitale immateriale che spiegherebbe il senso dell’affiliazione.

Con le sopraesposte premesse, ci siamo sentiti abbastanza sicuri del buon esito complessivo della causa ed infatti il franchisor non è andato oltre la fase di negoziazione.
In quella sede, anche alla luce degli ultimi orientamenti giurisprudenziali di merito, l’affiliato ha avuto possibilità di svincolarsi del tutto dal patto di non concorrenza ed ottenere un ristoro parziale dell’investimento speso per l’apertura.

Non è stata, quindi, una vittoria di Pirro, bensì una risoluzione brillante e tempestiva che ha permesso di evitare ulteriori aggravi dell’affiliato, ma un’occasione per ripartire nel mondo del business e della ristorazione, libero da ogni vincolo con un Franchisor che aveva dimostrato di essere una pessima pubblicità a tutta la categoria.

In conclusione, è bene specificare come le mancanze del Franchisor evidenziate in questo caso non sono affatto leggere. Si tratta di gravi inadempimenti contrattuali che inficiano in modo radicale e totale il rapporto di affiliazione. Essere Franchisor significa essere responsabili e presenti (sempre nei limiti contrattuali, ovviamente), e, non importa se si commettono errori, l’importante è essere pronti a rimediare. Come disse il grande Muhammad Ali “Dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra.”

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