Franchising Start-Up | Business plan per progetti franchising

FRANCHISING START-UP

Business plan e servizi integrati per franchising

davide-d-andrea-ricchi

Realizziamo business plan per progetti franchising – ricerche di mercato, studi della concorrenza, studi fattibilità economica -finanziaria, brand identity, concept interior design. Realizziamo chiavi in mano il tuo Primo Punto Vendita Pilota.
L’inizio di un progetto di franchising inizia da un concept.
Un concept di successa si costruisce a partire da una visione nitida e ispirata dell’imprenditore che ha capito quali sono gli elementi che rendono unico il suo business, e ha la capacità di rispondere in modo coerente ad alcune domande.
Innanzitutto, come differenziare l’idea da quella degli altri competitor sul mercato?
La risposta a questa domanda fa scaturire nel franchising un altro interrogativo che contribuisce al passaggio da un concept a un vero e proprio format:
Come lavorare alla replicabilità di un modello di business?
La replicabilità è la parola magica del franchising. In altre parole, tutti gli sforzi che un imprenditore compie nel tour della “franchise engineering” sono legati sempre alla necessità di creare un modello replicabile.
Per raggiungere la replicabilità di un’idea ci sono dei driver che un imprenditore deve seguire, come un mantra, ovvero:

  1. la semplicità dell’idea del business;
  2. l’originalità;
  3. la funzionalità del layout;
  4. la coerenza tra posizionamento e brand image;
  5. la formalizzazione dei flussi di lavoro;
  6. la standardizzazione;
  7. l’ottimizzazione dei processi.

Sono tutti fondamentali, ma su alcuni è giusto dire qualche parola in più. La semplicità è uno di questi. Un’idea quando è semplice è agevolmente replicabile perché chi vuole riproporla sul mercato sa che deve seguire quelle poche caratteristiche che la rendono unica rispetto ai competitor. La semplicità ha anche un altro vantaggio: rende l’idea più appetibile per eventuali investitori, che hanno sempre troppo poco tempo per valutare i progetti e tendono a privilegiare quelli che possono comprendere più facilmente.
La formalizzazione dei processi di lavoro è un’altra attività determinante. Architettare bene un processo di lavoro, infatti, ha tanti benefici, come rendere il flusso delle attività comprensibile a tutti, migliorare l’organizzazione del lavoro (scovando in modo immediato cosa non funziona).
Per formalizzare un processo di lavoro, bisogna seguire alcune fasi che in breve descriviamo:

  • disegnarlo, immaginando quali sono i processi di lavoro più efficaci;
  • descriverlo, mettendo nero su bianco il processo con poche parole;
  • creare uno schema, per renderlo ancora più fruibile all’esterno;
  • individuare gli ostacoli del processo di lavoro e immaginare già delle possibili soluzioni.

Dalla formalizzazione poi passiamo in rassegna un altro concetto chiave per la replicabilità di un business, ovvero la standardizzazione, che consiste nel prevedere dei modelli o esempi per guidare le persone nelle varie attività aziendali. Senza uno standard, c’è il rischio che le persone usino il loro giudizio nell’affrontare problemi e guidare decisioni, con il rischio di mutare l’organizzazione in un’anarchia.
La crescita della Rete è poi fondamentale per attrarre potenziali investitori. Gli investitori sono concentrati su due aspetti dell’attività di franchising: alla sua traction, ovvero ai numeri che la rete di franchising riesce a generare, ai punti vendita che si sono aggiunti in un lasso di tempo determinato ecc; e infine al potenziale di crescita che l’azienda dimostra di avere.
Un imprenditore nel franchising che punta ad attirare investitori deve essere capace di avere lo sguardo rivolto sempre verso il futuro, proprio come ragiona un investitore. Lo strumento per riuscirci è il business plan, un documento dinamico che va rivisto continuamente per raggiungere le performance economico – finanziarie che l’imprenditore si auspica.
Un business plan ben progettato include cinque ingredienti principali:

  1. Executive Summary: una intro al piano che include obiettivi, numeri del mercato, vantaggi, modello di business e i margini di guadagno;
  2. l’analisi del mercato e della concorrenza: qui l’analisi si sofferma sull’analisi della domanda e su quella della concorrenza;
  3. il vantaggio competitivo, in questa parte del documento si esplode il tema dell’originalità dell’idea, rispondendo a una domanda: Perché l’investitore deve sostenere questa formula e non quella di un tuo competitor?
  4. Strategie di marketing: in questa parte del piano deve dimostrare di conoscere bene quali sono i canali di promozione migliori per lanciare il tuo franchising e spiegare perché hai puntato su quelli e non su altri;
  5. analisi economico – finanziaria: questa è la parte più importante del piano. Vanno inseriti dati, numeri e statistiche che dimostrano l’efficacia del modello di business e le stime per il futuro

Il business plan non è l’unico strumento che l’imprenditore ha a disposizione per convincere eventuali finanziatori. Fondamentale, per non spegnere gli appetiti di potenziali investitori o compratori, c’è bisogno di una corretta ed esaustiva documentazione legale: un buon contratto di franchising e un manuale operativo realizzato bene, facilitano di molto la buona riuscita di una trattativa.
Se desideri conoscere altri segreti su come lavorare alla creazione di un format, quali attività realizzare per renderlo replicabile, soffermati sul primo e sul secondo capitolo del libro nel libro Let’s Franchise.
Crea il tuo punto pilota con noi!.

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